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La fotocamera: uno strumento

Educata al gusto per le cose raffinate, si occupa da tempo di rappresentanza di oggetti di antiquariato e modernariato, dei quali è fortemente appassionata, e partecipa costantemente a mostre mercato di oggettistica, specie a Roma dove si reca frequentemente. E' inoltre folle amante dei gatti.

L'interesse primario, che occupa in gran parte l'attività di Claudia Vincenzi, è quello di collezionare oggetti antichi.
L'appassionata, costante ed insaziabile ricerca, la rende pendolare di viaggi esplorativi, trasportandola in un tempo che, anche se ormai perduto, vive presente nei luoghi della propria memoria.

Si immerge sovente in pazienti e meticolosi rovistamenti tra polverosi relitti, per trovare quello che, sorprendentemente, risveglia in lei particolari e familiari nostalgiche emozioni: "Non mettendo in discussione che l'evoluzione tecnologica ha dei pregi, in una società combattuta fra la dissimulazione dell'essere e l'ostentazione dell'avere, gli oggetti che ci circondano diventano delle metafore di potere, ricchezza e moda attraverso le quali possiamo affermare chi siamo, chi vorremmo essere.
Quelli del passato erano invece oggetti dal volto umano dove io mi rifugio da un mondo che non mi rispecchia
".

Il modo migliore con cui Claudia esalta l'intrinseco valore dei suoi oggetti, smunti, opacizzati e accantonati nel tempo dalle nuove tendenze, è la fotocamera, con la quale li rende nuovamente protagonisti, e gli ridona veste nuova, in una personale e variopinta interpretazione.

Gli accesi colori, resi o trasformati, elaborati con attuali mezzi computerizzati, sembrano accomunare e fondere la continuità del linguaggio contemporaneo, che oggi come allora, si esprime in modo analogo, seppur sotto differenziate forme stilistiche. Nell'attuale mondo, in cui la comunicazione avviene in modo sempre più veloce, virtuale ed Invisibile, in mostra sono fruibilmente tangibili, nella loro pacata antica e nuova vivace bellezza, immagini di alcuni oggetti, che per le generazioni vissute tra gli anni '50 fino ad oggi, hanno rappresentato i comuni mass-media, considerati attualmente dei veri oggetti "Cult".

Un sintetico ma certamente suggestivo ed interessante excursus emozionale che vede fondere e/o confrontare i comuni linguaggi espressivi, tra quelli attualmente informatizzati, e gli antichi soggetti dal gusto un pò retrò, entrambe specchio della creatività e dell'ingegno, nella continua evoluzione sociale dell'uomo.

Rita Carioti

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