L'indagine sulla finalità dell'immagine fotografica e sul fascino della forma resa astratta a seguito di una continua e attenta manipolazione e successiva ridefinizione del reale può ancora avvalersi di alcune complessità semantiche.
Claudia Vincenzi incanala l'ordinario e il quotidiano appartenuto ad epoche ormai esclusivo appannaggio del vintage e lo intitola «Past in Future" per far emergere la misteriosa relazione che
esiste tra gli archetipi recenti e la fresca interpretazione dei second hand.
Oggetti il cui uso è finito nel dimenticatoio vengono trasformati in macchine del desiderio di dimensione monumentale e riassorbiti da una gamma cromatica inconsueta.
Colori brillanti, vagamente elettrici fanno il resto in un mix eclettico che ricorda le stampe decorative, fortemente orientate alla seduzione degli occhi.
Un passato ormai lontano è così rivisitato in un futuro iridescente determinato dalla stampa su lastra metallica che crea una perfetta fusione tra il riciclo e il saper stare al passo coi tempi.
Riciclo che è in totale sintonia con l'abitudine di rielaborare e poi mettere in commercio ciò che in anni di intensa ricerca Claudia ha saputo mettere insieme trasformando l'oggetto o l'immagine che cattura la sua attenzione in elementi d'arredo che invitano chi come lei li fotografa a riflettere sul compito della fotografia prima e sull'identità dell'artista.
Matilde Puleo